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CULTURA E TURISMO

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Archeologia

Nella piana del Cedrino sorge, sulle sue radici, Irgoli (nel Medio Evo S. Stefano di Ligori).
Le testimonianze di una numerosa e costante presenza umana sin dalla preistoria si trovano, ancorchè coperte dalle nuove strutture murali e viarie, nel triangolo che unisce S. Stefano, S. Antioco e Ruinas, dov'era compresa la 'villa' (vidda) di Dori Mannu (Doria Grande?), altro nome del paese.

Pozzi, muri, matrici di fusione, monete, oggetti e frammenti di ceramica, terra e bronzo, qui rinvenuti, non lasciano dubbi. Lo confermano i conci granitici e basaltici inseriti nella splendida chiesa di S. Miali (l'arcangelo Michele del culto orientale) che sorge sulle rovine di una Tomba di Giganti, di cui è stata riutilizzata come altare una lastra absidale.
Un Betilo aniconico, proveniente dall'antico sagrato, insieme ad altri interessantissimi reperti (modellino di nuraghe in micacisto, utensili, fusaiole, monete, pintaderas, eccetera) è esposto nelle sale dell'ex palazzo comunale in via S. Michele, curate dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari e Nuoro.

Tra i monumenti più significativi, esterni all'abitato, annoveriamo:

  • Sa conca 'e mortu, Domus de Janas (Casa delle Fate) di epoca neolitica, due vasi comunicanti dentro un masso di granito la cui facciata, col sole allo Zenith, riproduce un teschio umano;
  • Sa Tumba 'e su Zigante di Othieri, che conserva le tracce del rito mediterraneo dell'incubazione;
  • S'Untana 'e su Zigante, fonte sacra in conci basaltici isodomi, gioiello architettonico del culto delle acque;
  • Nuraghi, capanne (Litu 'Ertiches, Janna 'e Pruna) e fortificazioni strategiche con mura ciclopiche (Gujai, Su Monte 'e s'Eliche);
  • Santu Lussurju, Sant'Elene, Sant'Andria, ruderi di chiese medievali sovrastanti le rovine dei rispettivi villaggi.

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