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CULTURA E TURISMO

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Itinerari

Primo itinerario: Talachè

A circa 10 chilometri da Irgoli, seguendo la strada comunale che porta a Norghio, si incontra il valico di Jannas, giusto alle pendici del Monte Senes. A sinistra si prende l'evidente sentiero forestale che scende (nord-ovest) dentro Su Patente Mannu , la grande foresta di leccio. Di cui però rimangono oramai solo estesi lembi di ceduo, risultato ultimo dell'utilizzo forestale della lecceta.

Ben presto si è a Preda Longa, gagliardo picco granitico che sfora il tetto degli alberi e consente, dopo breve e facile ascesa, di godere uno scorcio paesaggistico bellissimo, con il Monte Albo, la pianura di Siniscola ed il mare a fare da quinte al circostante bosco.

Proseguendo la pista (sud-ovest) si entra dentro Testicana (generosa sorgente addobbata da un vecchio e unico agrifoglio) e si prosegue sino a Talachè, dove si trovano le rovine di una vecchia caserma forestale e ancora qualche traccia di un pinnettu comunitario, che fu importante riferimento per i pastori della foresta.

Nelle vicinanze si possono ammirare alcune piante di leccio secolari, fortunatamente scampate ai grandi tagli. Qui era il regno dei porcari, che periodicamente appadentiana, invadevano la montagna con i branchi dei maiali, la loro principale risorsa economica. Le bestie le accudivano nelle numerose ullas e cumbulas, ricoveri naturali appena adattati per le varie esigenze. Da Talachè si risale intuitivamente (il sentiero è abbastanza chiuso dalla vegetazione) a sud sino a Sa Janna eliches cropatas, dove si incrocia la recente pista forestale che, in cresta e a ritroso (nord-est), riporta a Jannas.

Visite archeologiche

A breve distanza da Jannas, giusto a fianco della strada, si trova il Nuraghe Janna 'e Prunas; un ripido sentiero scende per qualche centinaio di metri sotto la strada verso un evidente filare di ontani, dove è situata la preziosa Untana 'e su zigante, costruita con basalti accuratamente squadrati.

Secondo itinerario: Ortola

Dall'uscita di Irgoli, seguendo la strada per Capo Comino, dopo appena mt. 300, all'altezza dell'incrocio con la circonvallazione, inizia sulla destra la strada comunale asfaltata per Settile. A circa km.3 si può ammirare sulla sinistra, un monumento naturale di forma stravagante e pittoresca, noto come Conca 'e Caddu. Si prosegue ancora per poco più di un chilometro; sulla sinistra, ben svettante su di un alto roccione, c'è quanto rimane del Nuraghe Tutturu. Si continua ancora sulla strada per meno di un chilometro, sino a una piccola piazzola. Il percorso inizia da due evidenti pilastri in granito, sulla sinistra della strada. Si cammina inizialmente a ritroso, poi sulla destra (ovest) immersi in un incredibile caos di granito. Siamo ad Ortola, dove l'acqua e il vento con creativa sinergia hanno lavorato la roccia ricavandone forme tondeggianti, profili umanizzati, funghi giganteschi, sagome di bestie impressionanti. Figure stabili, eppure effimere e in un continuo mutare di linee a seconda dell'inclinazione della luce. Un magnifico scenario. Qui si trova Conca 'e mortu, una domus de jana che ripropone inquietantemente il frontale di un teschio. A breve distanza, alla base di un enorme tafone, c'è anche Sa conca 'e sos nugoresos, ampia e confortevole, sicuro rifugio abitativo di altri tempi

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