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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Il territorio

Il territorio di Irgoli, che fa parte della vasta regione delle Baronie (Sardegna centro orientale) si presenta come una sintesi stupefacente e fedele della storia geologica della Sardegna.

Così, forti dei loro 400 milioni di anni, evidenti fasce scistose percorrono la tormentata cresta che da Monte Senes porta a Punta Palumbas.

È quanto rimane della irriducibile copertura di rocce metamorfiche cristalline che impedì la fuoriuscita di una immae massa di magma, costringendola a raffreddarsi nel sottosuolo dove originò i graniti.

Fu l'orogenesi ercinica, che smosse intere montagne e causò immense fratturazioni, a dare la spinta decisiva per la fuoriuscita del granito. Che è la componente principale e più caratterizzante, con eleganti fantasie di forme e profili, del paesaggio del territorio di Irgoli.

Intanto, circa 180.000 anni fa, in pieno mesozoico, parte delle terre sono state invase dal mare. Il successivo accumulo di sedimenti si sollevò ed emerse dalle acque originando il sistema montuoso dei calcari; nelle Baronie sorsero il Monte Tuttavista, ed il Monte Albo, in cui una piccola appendice appartiene al Comune di Irgoli. Infine il paesaggio di pianura.

Tre-quattro milioni di anni fa, una nuova fase virulenta delle eruzioni vulcaniche creò delle vere e proprie dighe di basalto, che impedirono alle acque di raggiungere il mare e favorirono il deposito dei sedimenti trasportati dai fiumi.

Quando il fronte di basalto si infranse, le acque di scorrimento, rubando spazio al mare, spinsero quelle lacustri e quelle marine sino a modellare l'aspetto attuale della grande piana delle Baronie, compresa la porzione di Irgoli.

Questo territorio è abitato da una fauna ricca e preziosa. Le colline aperte, cove cacciano la poiana ed il gheppio, ospitano pernici, lepri e, localmente, conigli selvatici, mentre la macchia fitta ed il bosco danno ricovero a numerosi cinghiali, volpi ed un'infinità di piccoli uccelli, prede preferite dall'astore e dallo sparviero.

Ma su tutto aleggia un grande rimpianto. Insieme alle grandi foreste, che furono in gran parte estirpate per produrre carbone e far posto al pascolo (la testimonianza più significativa è sicuramente il bellissimo bosco di Talachè), è scomparso il cervo sardo. Ma un vecchio progetto di reintroduzione, caro al Comune di Irgoli e alla Comunità Montana delle Baronie e mai del tutto abbandonato, lascia un varco alla speranza di un suo possibile e atteso

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